Da Coach mi trovo sempre davanti a clienti che in qualche modo si trovano ad affrontare le fasi del cambiamento. Inevitabilmente una buona parte del Coaching che faccio è improntato a ridurre le resistenze al cambiamento e a facilitare il cliente in quella direzione.

Cambiare è possibile, ma il processo di cambiamento va compreso, elaborato e pianificato. Cosa ben diversa dal sognarlo ad occhi aperti, o dal rimuginarlo incessantemente a livello cerebrale. Queste fanno -appunto- parte della resistenza!

Quello che accade è che il cambiamento può essere visto come una minaccia. Il nostro cervello, infatti, reagisce istintivamente a ogni deviazione dall’abituale con un segnale d’allarme. Quando qualcosa non corrisponde a ciò che si aspettava, entra in funzione il sistema di rilevamento degli errori, che attiva l’amigdala: il centro della paura e delle emozioni forti.

Questo attiva la risposta “attacco o fuga”. In pochi istanti, grandi quantità di energia vengono sottratte alla corteccia prefrontale (la sede del pensiero strategico, creativo e dell’apprendimento) per essere dirottate verso le funzioni corporee essenziali alla sopravvivenza. Così perdiamo lucidità, capacità di ragionamento e apertura al cambiamento.

Improvvisamente siamo nervosi, irritati, agitati, irrazionali e impauriti; di colpo quel cambiamento ci appare molto più grande e molto meno fattibile. Siamo caduti nella trappola.

Coaching, neuroplasticità e intelligenza dei Tre Cervelli

Il Coaching, in particolare quando integrato con approcci come la Neuro Emotional Facilitation™ e la Three Brains Intelligence©™, è uno spazio di trasformazione dove è possibile creare nuove connessioni neuronali. Secondo Amy Brann, esperta di neuroscienza, il Coach è un facilitatore della neuroplasticità: aiuta il cliente a disattivare i vecchi automatismi e ad attivarne di nuovi, più utili, più sani, più coerenti con chi si sta diventando.

Nel mio approccio considero anche l’interazione tra i tre “cervelli”:

  • Cervello Cranico (Head Brain): logica, analisi, strategia
  • Cervello Cardiaco (Heart Brain): emozione, coraggio, autenticità
  • Cervello Enterico (Gut Brain): istinto, sicurezza, determinazione

Ogni decisione e ogni cambiamento autentico coinvolgono questi tre Centri di Intelligenza. Il Coaching efficace è quello che ascolta e armonizza la voce di tutti e tre.

Le abitudini e la  resistenza ad affrontare un cambiamento

Le abitudini, anche quelle disfunzionali che ci tengono a lungo nella Zona di Comfort, sono risposte automatiche che si formano quando una determinata azione viene ripetuta più volte e associata a una ricompensa. Una volta consolidati, non richiedono più attenzione cosciente e il Cervello Craniale li esegue per risparmiare energia. È così che si alimentano le brutte abitudini e le resistenze ad affrontare un cambiamento!

Ma questo significa anche che comportamenti diventati inefficaci o deleteri possono restare radicati, anche quando non sono più utili alla nostra evoluzione. È proprio qui che il lavoro integrato sui Tre Cervelli diventa cruciale: perché una trasformazione reale avviene quando la Mente è allineata con il Cuore e con la Pancia.

Te lo dico in modo schietto: affrontare un cambiamento senza allineamento non porta a buone cose!

Affrontare un cambiamento: quando i Cervelli lavorano insieme

Per affrontare un cambiamento reale, è necessario un allineamento tra più aree cerebrali:

  • il sistema di ricompensa
  • la corteccia prefrontale
  • i centri della memoria a breve e lungo termine
  • il sistema di rilevamento degli errori
  • il registro emozionale
  • i circuiti dell’azione

e facilitare l’allineamento dei tre cervelli: Head, Heart, Gut.

Un intervento mirato, attraverso strumenti di Coaching, NEF™ e Three Brains Intelligence™©, può facilitare il dialogo tra queste aree, evitando la dominanza di un solo Centro di Pensiero, riducendo le resistenze e attivando risposte più consapevoli, autentiche e coerenti.

Le 5 fasi di Affrontare un Cambiamento

Una delle cornici più efficaci per accompagnare il cambiamento è il modello trans-teorico. Questo schema è utile anche nella Facilitazione Neuro Emozionale™, perché ogni fase coinvolge specifiche risorse cognitive ed emotive.

  1. Pre-contemplazione

    La persona non è consapevole del bisogno di cambiare o sente che il costo è troppo alto.

→ Il mio lavoro di Coach: abbassare la reattività dell’amigdala, creare sicurezza, aumentare la consapevolezza.

  • Riflettere su abitudini attuali (memoria a breve termine)
  • Esplorare esperienze passate (memoria a lungo termine)
  • Nominare le emozioni legate al cambiamento (affect labeling)
  • Ascoltare la voce del Gut Brain: cosa sta cercando di proteggere?
  1. Contemplazione

    La persona inizia a considerare di affrontare un cambiamento, ma si sente divisa.

→ Il Coaching favorisce il pensiero critico e la visione:

  • Quali cambiamenti sono già avvenuti con successo?
  • Quali emozioni sono associate al comportamento che si vuole lasciare?
  • Cosa cambierebbe se tutto andasse nel migliore dei modi?
  • Cosa dice il Cuore (Heart Brain) riguardo al desiderio di cambiare?
  1. Preparazione

    Il cliente vuole agire e ha bisogno di chiarezza e struttura.

→ Nel Coaching si creano obiettivi ben strutturati, attivando la parte sensoriale del Cervello Craniale:

  • Come saprai che hai raggiunto il tuo obiettivo?
  • Cosa vedrai, sentirai, proverai?
  • Quali azioni puoi fare nei prossimi 7 giorni?
  • Questo obiettivo è coerente con ciò che senti giusto a livello viscerale (Gut Brain) e autentico a livello emotivo (Heart Brain)?
  1. Azione

    Affrontare un cambiamento richiede energia: è qui che la fatica e le ricadute sono più probabili.

→ Il Coaching e la NEF™ aiutano a:

  • Riformulare i pensieri negativi
  • Rinforzare l’autoefficacia
  • Sostenere i Cervelli con micro-ricompense (status, autonomia, connessione, equità)
  • Alimentare la motivazione con il coraggio del Cuore e la determinazione viscerale
  1. Mantenimento

    Il nuovo comportamento deve consolidarsi nel tempo.

→ Il Coaching e la NEF™ rafforzano:

  • La memoria dei successi
  • La connessione tra emozioni positive e nuove abitudini
  • La creazione di strategie di prevenzione delle ricadute
  • Il dialogo costante tra i Tre Cervelli: la razionalità della Mente, l’Intelligenza Emotiva del Cuore, la forza istintiva della Pancia

Conclusione

Quando comprendiamo il funzionamento del Cervello Craniale, del Cervello Cardiaco e del Cervello Enterico possiamo generare cambiamenti profondi e duraturi. Attraverso il Coaching, la Neuro Emotional Facilitation™ e la Three Brains Intelligence©™, sciogliamo vecchie strutture e ne costruiamo di nuove, più coerenti con il benessere, i desideri e l’evoluzione personale.

“Affrontare un cambiamento non si impone: si accompagna, si facilita, si prepara. E si sostiene con rispetto, metodo e ascolto profondo di tutte le Intelligenze interiori”

Vuoi affrontare un cambiamento con efficacia, e vuoi farlo in linea con la parte di Te più profonda senza “inquinamenti” esterni di altri? Inizia da qui.

Buon cambiamento!

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